Il copia-incolla dei manettari

Il dibattito politico-giornalistico sul destino di B. è già riuscito nel gioco di prestigio di far scomparire il fatto” (Marco Travaglio, il Fatto, martedì 20 agosto). “Stiamo assistendo a un rovesciamento clamoroso del senso, a un sovvertimento della realtà” (Ezio Mauro, Repubblica, mercoledì 21 agosto). “In base al codice penale, è un detenuto in attesa di esecuzione della pena” (Marco Travaglio, il Fatto). “Il reato commesso da Berlusconi e sanzionato da tre gradi di giudizio è scomparso” (Ezio Mauro, Repubblica). Il dibattito “ha preso a svolazzare nell’iperuranio, attorno al presunto diritto del condannato all’‘agibilità politica’, la ‘guerra civile tra politici e magistrati’ o fra berlusconiani e antiberlusconiani, la grazia, la commutazione della pena e altre cazzate” Marco Travaglio, il Fatto).
4 AGO 20
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Il dibattito politico-giornalistico sul destino di B. è già riuscito nel gioco di prestigio di far scomparire il fatto” (Marco Travaglio, il Fatto, martedì 20 agosto). “Stiamo assistendo a un rovesciamento clamoroso del senso, a un sovvertimento della realtà” (Ezio Mauro, Repubblica, mercoledì 21 agosto). “In base al codice penale, è un detenuto in attesa di esecuzione della pena” (Marco Travaglio, il Fatto). “Il reato commesso da Berlusconi e sanzionato da tre gradi di giudizio è scomparso” (Ezio Mauro, Repubblica). Il dibattito “ha preso a svolazzare nell’iperuranio, attorno al presunto diritto del condannato all’‘agibilità politica’, la ‘guerra civile tra politici e magistrati’ o fra berlusconiani e antiberlusconiani, la grazia, la commutazione della pena e altre cazzate” Marco Travaglio, il Fatto). “Nel mondo alla rovescia in cui viviamo si chiede invece a un soggetto politico – il Pd – e a due istituzionali (il presidente del Consiglio e il capo dello stato) di compromettersi con la tragedia della destra… trovando una via d’uscita di sicurezza dalla condanna definitiva del Cavaliere… piegando il diritto, la separazione dei poteri e la Costituzione, cioè l’uguaglianza dei cittadini” (Ezio Mauro, Repubblica). Nessun nemico a sinistra, si diceva. Non è mai stata un mistero la linea politico-editoriale del quotidiano di Largo Fochetti. Negli anni, con il progressivo imbastardimento giustizialista dell’opinione di sinistra, è diventata un sostanziale “nessun estremista forcaiolo a sinistra”. La nascita della Gazzetta delle procure, brutta botta per Rep., ha costretto ad aggiornare ulteriormente la ragione sociale, per non farsi mangiare la pappa in testa: “Nessuna linea editoriale più forcaiola a sinistra” (sinistra? bah). Così da tempo il giornale di Ezio Mauro ha finito per farsi dettare la linea dal triviale manettarismo del Fatto quotidiano. Ma scendere addirittura fino al comodo e avvilente copia-incolla dell’articolo di Marco Dettaglio del giorno prima, è un salto in basso di qualità. E’ la pena del contrappasso che si paga per non voler riconoscere che esiste in Italia, da vent’anni, attorno al “caso Berlusconi”, la questione di un misconosciuto principio di legittimità superiore al mero “controllo di legalità”, inteso come impropria egemonia di procure politicizzate sulla politica e i suoi eletti. Si inizia da mosche cocchiere della rivoluzione, si finisce a fare il copia-incolla dei manettari.